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Archivio per : febbraio, 2016

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La perizia fonica giudiziaria riguarda la trascrizione di un reperto fonico giudiziario proveniente da intercettazioni telefoniche ed ambientali.images
La trascrizione integrale delle registrazioni contiene in se innumerevoli peculiarità che caratterizzano le intercettazioni tra presenti, quelle supportate dalla video ripresa o le tantissime relazioni comunicative ricche di espressioni in gergo e/o in dialetto.
Negli ultimi anni, date le moderne tecniche investigative che comportano spesso l’utilizzo di fonti sonore, registrazioni audio, telefoniche ed ambientali si è assistito ad un ricorso esponenziale delle intercettazioni di comunicazioni e, da qui, l’esigenza del sistema giudiziario di attingere sempre più frequentemente alle competenze di periti/consulenti e consegnare loro reperti fonici da sbobinare, per poter disporre di una sicura identificazione del parlatore che consenta l’individuazione o il disconoscimento spesso determinan   te e risolutivo negli esiti processuali.
Le difficoltà trascrittive comprendono criticità foniche dovute alle problematiche acustiche di acquisizione e ascolto del reperto, fonetiche determinate dall’origine geolinguistica dei parlanti, sociolinguistiche concernenti la derivazione socio culturale di chi interloquisce.
Il perito fonindexico potrà avere come incarico quello di modificare un reperto per migliorarne l’intellegibilità, o analizzare i profili biometrici al fine per identificare un parlatore, trascrivere un parlato caratterizzato da etnolinguismi.
La comparazione delle voci può avvenire attraverso la campionatura della voce del sospettato attraverso un saggio fonico costruito ad hoc con la registrazione digitale della voce; quando non si abbia la possibilità di ottenere un saggio fonico si può utilizzare qualunque altra registrazione del soggetto da analizzare;
Si procede quindi alla comparazione attraverso l’estrazione delle formanti e la loro comparazione secondo modelli matematici. Unendo quindi insieme le modalità di analisi linguistiche (soggettive) con le analisi strumentali (oggettive) si giunge quindi al risultato di compatibilità delle voci o alla esclusione.
I momenti di analisi sono distinti, partendo da una prima trascrizione dialettale del reperto, per poi procedere ad una traduzione letterale del testo, esaltandone i contenuti con una descrizione di tutte quelle espressioni gergali e da ultimo, fornire una complessiva interpretazione del reperto nel suo complesso.
L’operatore, così come il perito, deve essere abile nel trasferire, dal parlato allo scritto, quanto assunto dall’ascolto, cercando di non alterare il significato della sintesi trascritta, mantenendo un linguaggio asettico e poco burocratico.
La forma dialettale negli ambienti criminali, sostituendosi all’italiano standard presuppone decodifica del segnale acustico e poi trascritto nella forma dialettale originaria.
In una seconda fase va effettuata la traduzione della stessa trascrizione in italiano standard, interpretando, ove possibile, il gergo, le metafore del luogo, i detti e i proverbi, le parlate proprie di ristrette comunità linguistiche.
Quindi prima una decodifica asettica del segnale acusindextico, cioè di quanto viene detto/fatto nella comunicazione intercettata, poi una traduzione soggettiva di gergo e dialetto.
Occorre esporre il significato di un fenomeno di disturbo che ha compromesso in tutto od in parte l’intellegibilità del reperto, e di migliorare la comprensibilità del documento fonico analizzato, attenuandone i disturbi. Rilevare la presenza di frammenti fonici di rilievo investigativo, come ad esempio tra gli squilli di una telefonata, quando l’utente è in attesa di connettersi con il telefono chiamato.
Bisogna rappresentare al giudice ed alle parti il perché di alcune distorsioni riguardanti la mancata, o erronea, trascrizione da parte di terzi trascrittori di alcuni frammenti del lessico tradotto, trascritto o interpretato.