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Archivio per : gennaio, 2015

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Al fine di essere rappresentata in giudizio nell’ambito di un procedimento penale (o penale militare), sia per agire che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.

Difensore e consulenti tecnici
Colui che ha diritto al gratuito patrocinio deve nominare un avvocato tra quelli iscritti negli elenchi dei difensori abilitati, tenuti presso il Consiglio dell’Ordine del distretto della Corte d’Appello presso cui ha sede il magistrato competente a conoscere il merito della causa.
L’onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidate dal giudice con decreto di pagamento.
Qualora si renda necessario, è possibile nominare un consulente tecnico di parte (Ctp), il cui onorario, parimenti a quello spettante all’avvocato difensore, sarà liquidato dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento al termine di ciascuna fase o grado del processo e, comunque, all’atto della cessazione dell’incarico.


Chi può essere ammesso
Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato in ambito penale gratuito patrocinioè necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.369,24. Se l’interessato convive con il coniuge o altri familiari, il reddito, ai fini della concessione del beneficio, è costituito dalla somma dei redditi di tutti i componenti la famiglia. Solo nell’ambito penale il limite di reddito è elevato di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.


Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato:

  1. i cittadini italiani
  2. gli stranieri e gli apolidi residenti nello Stato
  3. l’indagato, l’imputato, il condannato, l’offeso dal reato, il danneggiato che intendano costituirsi parte civile, il responsabile civile o civilmente obbligato per l’ammenda
  4. colui che (offeso dal reato – danneggiato) intenda esercitare azione civile per risarcimento del danno e restituzioni derivanti da reato

gratuito patrocinioL’ammissione è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed incidentali, comunque connesse. Nella fase dell’esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all’applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di sorveglianza (sempre che l’interessato possa o debba essere assistito da un difensore) occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio. Nei procedimenti civili per il risarcimento del danno o restituzioni derivanti da reato, (quando le ragioni non risultino manifestamente infondate) l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato ha effetti per tutti i gradi di giurisdizione.


Esclusione dal patrocinio in ambito penale

Il patrocinio a spese dello Stato è escluso:

  1. nei procedimenti penali per reati di evasione in materia di imposte
  2. se il richiedente è assistito da più di un difensore (è ammesso invece, ora, nei procedimenti relativi a contravvenzioni)
  3. per i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, e connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti (modifiche apportate dalla legge 24 luglio 2008, n. 125).

Dove si presenta la domanda

La domanda di ammissione in ambito penale si presenta presso l’ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo e quindi:

  1. alla cancelleria del GIP se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari
  2. alla cancelleria del giudice che procede, se il procedimento è nella fase successiva
  3. alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento è davanti alla Corte di Cassazione

Come si presenta la domanda

gratuito 4La domanda deve essere presentata personalmente dall’interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Potrà anche essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente. La domanda, sottoscritta dall’interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:

  1. la richiesta di ammissione al patrocinio
  2. le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare
  3. l’attestazione dei redditi percepiti l’anno precedente alla domanda (autocertificazione)
  4. l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio

 

Se il richiedente è detenuto la domanda può essere presentata al direttore dell’istituto carcerario che ne cura la trasmissione al magistrato che procede.

Se il richiedente è agli arresti domiciliari o sottoposto a misura di sicurezza la domanda può essere presentata ad un ufficiale di polizia giudiziaria che ne cura la trasmissione al magistrato che procede.

Se il richiedente è straniero (extracomunitario) la domanda deve essere accompagnata da una certificazione (per i redditi prodotti all’estero) dell’autorità consolare competente che attesti la verità di quanto dichiarato nella domanda. In caso di impossibilità, la certificazione può essere sostituita da autocertificazione.

Se il richiedente è straniero ed è detenuto, internato per esecuzione di misura di sicurezza, in stato di arresto o di detenzione domiciliare, la certificazione consolare può essere prodotta entro venti giorni dalla data di presentazione dell’istanza, dal difensore o da un componente della famiglia dell’interessato (oppure può essere sostituita da autocertificazione).


Cosa può decidere il giudice competente dopo la presentazione della domanda

Entro 10 giorni, da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta, il giudice competente verificgratuitoa l’ammissibilità della domanda e può decidere in uno dei seguenti modi:

  1. può dichiarare l’istanza inammissibile
  2. può accogliere l’istanza
  3. può respingere l’istanza

Sulla domanda il giudice decide con decreto motivato che viene depositato in cancelleria. Del deposito viene dato avviso all’interessato. Se detenuto, il decreto gli viene notificato. In ogni caso, copia della domanda e del decreto che decide sull’ammissione al beneficio sono trasmesse all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente per la verifica dei redditi dichiarati.


Cosa produce l’accoglimento dell’istanza

L’interessato può scegliere un difensore di fiducia tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato tenuti presso il Consiglio dell’Ordine del distretto della competente corte di appello e, nei casi previsti dalle legge, può nominare un consulente tecnico e un investigatore privato autorizzato.


Cosa si può fare se la domanda viene rigettata

Contro il provvedimento di rigetto, l’interessato può presentare ricorso al presidente del tribunale o della corte di appello entro 20 giorni dal momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all’Ufficio delle Entrate. L’ordinanza che decide sul ricorso è notificata entro 10 giorni all’interessato e all’Ufficio delle Entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in Cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato.

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La perizia grafica-grafologica è una tecnica volta ad accertare se un testo olografo sia di paternità di un determinato soggetto. Tale tecnica è utilizzata in particolar modo in ambito giudiziario per trarre evidenze utili al processo.

Qualsiasi documento può diventare oggetto di analisi e di confronto. Con il termine “documento” si intende qualsiasi elemento materiale che contenga cifre, segni o simboli finalizzati a comunicare un messaggio ad un destinatario. L’inventario può variare dal semplice pezzo di carta ai graffiti sul muro, dai codic6i digitali ai prodotti in scatola. Il termine non si deve confondere con la grafologia. Molte evidenze richiedono il confronto tra più documenti o parti di un documento o tra un documento e un’altra evidenza scientifica. I tipi di documenti più frequenti sono i manoscritti attraverso i quali l’investigatore cerca di scoprirne l’autore. Un investigatore di documenti è spesso nominato dal giudice per determinare la fonte o le fonti di uno o più documenti. Altre competenze riguardano il processo di formazione, di traduzione o di decifrazione se il documento è scritto in codice.

graf2In alcuni casi si ricorre al termine “analista forense di documenti”, mentre in altre si preferisce quello di “esperto forense di calligrafia”. Quest’ultimo termine, in particolare, si limita ai manoscritti, mentre l’altro termine si riferisce a tutti gli altri documenti (stampe, CD-ROM, microfilm, etc.). Un caso molto frequente nell’analisi criminale è il reato da colletto bianco che comprendono furto d’identità, contraffazione, frode e falsificazione. La natura dei documenti varia da contesto a contesto. Una persona, ad es., può aver commesso un delitto ed aver prodotto una falsa memoria di suicidio. Si tratta di un esempio dove il documento diventa un’evidenza fondamentale per condannare l’imputato.graf3

La American Society for Testing and Materials, International (ASTM) ha pubblicato gli indicatori per i metodi e le procedure utilizzate per l’analisi dei documenti. E30.02 è la commissione incaricata e E444-09 è lo standard di riferimento[2]. L’acronimo SGSW (Standard Guide for Scope of Work of Forensic Document Examiners) indica che ci sono quattro indicatori che servono all’analisi:
1.    stabilire l’originalità e la genuinità, scoprire eventuali alterazioni o falsificazioni, aggiunte o sottrazioni
2.    identificare o eliminare persone da una lista di probabili fonti di calligrafia
3.    identificare la sorgente di scrittura o eliminare l’eventuale sovrascrittura o di altre impressioni
4.    redigere dei rapporti o testimoniare al processo

Alcuni investigatori limitano il proprio lavoro all’analisi ed al confronto della calligrafia, ma molti altri esaminano l’intero documento seguendo gli standard ASTM.

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La cinesica è lo studio della comunicazione non verbale (o paralinguistica) e, soprattutto, di quella che si attua attraverso i movimenti, i gesti, le posizioni, la mimica del corpo, in modo volontario o involontario. Fa particolare riferimento ai codici comunicativi antropologici, culturali o artificiali, quali i gesti di cortesia o di disprezzo, la gestualità nelle varie tradizioni teatrali, la gestualità oratoria, il mimo, il linguaggio gestuale muto dei monaci di clausura, dei sordomuti, degli zingari ecc., le modalità del bere e del mangiare, l’etichetta e così via.

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La perizia cinesica si fonda su aspetti particolari quali la comunicazione non verbale, passando per il linguaggio del corpo, la cinesica e la mimica facciale arrivando dunque alle microespressioni facciali che sono il fulcro delle operazioni peritali svolte per assolvere l’incarico assunto.  Occorre entrare nell’ottica di idee che Il corpo parla e lo fa in modo molto più eloquente delle parole che usiamo per descrivere i nostri pensieri. Quando vorremmo nasconderci dietro un fitto manto di discorsi, i nostri gesti, il tono della voce, il respiro, i movimenti oculari mettono a nudo pensieri ed emozioni senza chiederne il permesso. Il linguaggio del corpo, conosciuto e studiato sotto l’etichetta di “comunicazione non verbale”, ha un peso decisivo in tutti gli scambi comunicativi. Si stima che il corpo sia determinante in almeno il 70% (fino al 90%) del messaggio trasmesso.

cin8Le parole, dunque, rappresentano solo una piccolissima fetta della comunicazione che si alimenta, in gran parte, di cose non dette, di respirazione, di tatto, di toni di voce e gestualità. Le forme espressive del corpo vivono di vita propria e si attivano, quasi sempre, al fuori del controllo cosciente. Quando proviamo un’emozione all’incontro con una persona, il corpo manifesta quello che sente con la scelta di una postura, di una distanza, di un colore della pelle. I segnali partono dal nostro corpo e sono interpretati dal cervello di chi li riceve in modo del tutto inconscio. Capire i meccanismi che regolano la comunicazione non verbale significa, dunque, entrare nel cuore del comunicare, aprire la strada a quel mondo sconosciuto di messaggi che sono al di là della nostra sfera di conoscenze consapevoli.

cin1Attraverso l’analisi di supporti videofotografici e con le opportune elaborazioni di miglioramento, il perito analizza la comunicazione non verbale e la cinesica delle espressioni. Le fotoregistrazioni oggetto dell’indagine cinesica possono consistere sia in atti di un procedimento penale, ma anche civile, cosi come avere una origine extragiudiziale e anche non aver nulla a che fare mai con le aule di tribunale, come nel campo teatrale, cinematografico, televisivo, arti figurative, nel vasto mondo degli affari e nella vita quotidiana. Con una perizia cinesica il perito altro non fa che esprimere il suo motivato parere scientifico sui “momenti comunicativi” espressi dai soggetti in esame.

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L’esplosivistica giudiziaria comprende tutto un insieme di accertamenti, esami, analisi e valutazioni che comportano un’indagine tecnico-scientifica, qualora si verifica un’esplosione improvvisa ed inaspettata che coinvolge (o meglio sconvolge) un qualsiasi settore della vita quotidiana. Ma non solo: in questo campo vi rientra anche il ritrovamento di un ordigno, prodotto sia artigianalmente, sia industrialmente, ma posto in un luogo ed in un modo tale da ottenere il medesimo predetto risultato.

Poggia le proprie basi metodologico-analitiche su quelle della Chimica e della Fisica Forense e che si occupa, nello specifico, d’indagini tecnico-scientifiche riguardanti:

 

•    gli ordigni esplosivi integri,espl8 nonché affini, come detonatori, micce e dispositivi similari – per classificarli e stabilirne la provenienza (dato che possono portare prove per correlare fatti  e persone: peli e/o capelli finiti  nell’ordigno durante la preparazione, impronte lasciate  durante la confezione, ecc..) – di cui  è presumibile effettuare accertamenti tecnici, tesi a determinare le di essi peculiari caratteristiche, quali:

  1. il sistema di attivazione;
  2. il sistema di innesco;
  3. la natura e la quantità di carica esplosiva;
  4. la funzionalità, la potenzialità e la modalità dell’ordigno.

 

 

 

per-espl2•    le indagini e gli interventi di disinnesco, condotte a seguito di detonazione di un ordigno esplosivo (ad esempio, nei casi di attentato terroristico) ;

 

 

 

 

 

•    le analisi del luogoespl5 in cui è avvenuta un’esplosione, miranti all’ottenimento di oggettivi parametri quantitativi, finalizzate alla ricostruzione cronologica e sequenziale, delle dinamiche precedenti all’evento esaminato:

  1. la posizione del cratere o breccia, ergo ove era originariamente collocato l’ordigno;
  2. la misurazione strumentale del diametro del cratere e dell’ altezza dell’alveolo;
  3. la simulazione digitale del disegno del cratere apparente e del cratere reale, al fine di poter   stimare il quantitativo di esplosivo impiegato (ove si ravvisi la necessità, può organizzare e condurre uno scoppio di prova)
  4. la refertazione e l’analisi di laboratorio dei reperti e delle parti dell’ordigno rinvenute (anche dell’ordine di microgrammi), con l’obbiettivo di risalire alla natura della carica esplosiva impiegata, rintracciabile dalle tracce di esplosivo incombusto (non detonato), proiettate dall’onda sferica di pressione associata all’esplosione nell’ambiente circostante; una volta identificato, l’esplosivo può essere confrontato con le tracce scoperte in possesso di una persona sospetta per essere utilizzato come prova in giudizio
  5. i trattamenti chimico elettrolitici per la rigenerazione dei numeri di matricola obliterati sulle armi da fuoco
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clip_image001 La perizia balistica procede alla ricostruzione della dinamica di svolgimento dell’azione di fuoco.
Gli incarichi propri che l’esperto balistico ha il compito di svolgere sono i seguenti.
Esami descrittivi e merceologici:
– accertare marca, modello, calibro, data o epoca di fabbricazione di un arma da fuoco
– provvedere a fornire la sua classificazione normativa, ossia se si tratta di arma comune da sparo consentita o clandestina, da guerra o antica;
– accertare il calibro, la marca e il tipo del munizionamento
– accertare se lo stesso è di origine commerciale, militare oppure assemblato/ricaricato con attrezzatura domestica;
– verificare lo stato di conservazione, manutenzione e funzionalità di armi e munizioni;
– verificare se le stesse abbiano subito interventi di modifica, di sostituzione delle singole parti e componenti, – verificare se qualcuna di queste sia stata obliterata al fine di rendere più difficoltosa o impossibile l’indagine balistico comparativa.
Esame balistico-comparativo:
– verificare dall’esame dei bossoli e/o proiettili in reperto il numero e il tipo (calibro e tipologia di funzionamento) di armi impiegate nell’episodio criminoso.
– stabilire, la classe di arma di provenienza dei reperti esaminati;
– accertare se i bossoli e/o proiettili in reperto provengono da cartucce impiegate in armi sospette (identificazione dell’arma del delitto).
Valutazione criminalistica del caso – ricostruzione della dinamica:
– ricostruire la dinamica di svolgimento dell’azione di fuoco;
– individuare gli epicentri di fuoco, la posizione reciproca tra tiratore e vittima, le posture assunti da questi, le distanze di sparo e ogni altra utile informazione alla soluzione del caso.

Accertamento comparativo

Striature

L’accertamento comparativo, croce e delizia degli esperti balistici, si esplica effettuando il confronto microscopico tra le microtracce tipizzanti le impronte di percussione, estrazione ed espulsione sui fondelli dei bossoli e le microstriature all’interno dei solchi di rigatura dei proiettili.

Matricole abrase

tamburo cane della pistola

Molto spesso negli episodi delittuosi caratterizzati dall’uso di armi da fuoco si rinvengono armi sprovviste del contrassegno matricolare in quanto obliterato appositamente per non permettere di risalire alla provenienza dell’arma. In tal caso si può procedere al ripristino della matricola con metodi ottici o con l’impiego di reaggenti acidi.

Residui di sparo

Residui dello sparo

Connesso con l’impiego delle armi in un evento criminoso è l’importantissimo, dal punto di vista della formazione della prova, a carico o a discolpa, problema dela rilevazione delle tracce di sparo su individui sospetti di aver fatto uso di armi da fuoco per il compimento di un reato.

Il prelievo e la rilevazione dei residui derivanti dall’uso di arma da fuoco (denominati Gun Shot Residues – GSR) sulle mani di persone sospettate di essere implicate in crimini di sparo, svolgono un ruolo molto importante ai fini dell’indagine giudiziaria.

Scopo di tale indagine e di disporre di prove affidabili ed oggettive di avvenuto uso di arma da fuoco, così da essere presentate come prova di colpevolezza o di assoluzione nelle aule di giustizia.